FAQ
LA PIANIFICAZIONE PORTUALE
Qual è la normativa vigente che disciplina la pianificazione portuale in Italia?
La pianificazione dei sistemi portuali italiani è regolata dall’art. 5 della Legge 28 gennaio 1994, n. 84 con successive modifiche e integrazioni, tra cui il D.lgs. 169/2016, il D.lgs. 232/2017 e il D.L.121/2021, convertito con modificazioni dalla L. 156/2021. Le citate modifiche hanno istituito le Autorità di Sistema Portuale (AdSP) attribuendo loro la responsabilità della pianificazione, programmazione, coordinamento, promozione e controllo delle attività portuali e retroportuali di propria competenza.
Quali sono i principali strumenti di pianificazione strategica portuale a livello nazionale?
A livello di Pianificazione strategica nazionale ad oggi il riferimento è il Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica (PSNPL).
Quali sono i principali strumenti di pianificazione portuale a livello di sistema?
L’art. 5 della L.84/94 ad oggi prevede un sistema di pianificazione su due livelli:
- un livello pianificatorio di Sistema: Documento di Programmazione Strategica di Sistema (DPSS) che, a partire da una visione strategica a livello di sistema, definisce gli obiettivi di sviluppo e i contenuti sistemici del processo di pianificazione;
- un livello pianificatorio dei singoli porti che costituiscono il sistema: i Piani Regolatori Portuali dei singoli scali che declinano gli obiettivi, le previsioni, gli elementi, i contenuti e le strategie di ciascuno scalo marittimo.
Cosa è il Documento di Programmazione Strategica di Sistema (DPSS) nel contesto della pianificazione portuale?
Il DPSS rappresenta il primo e fondamentale livello di pianificazione del sistema portuale che, grazie ad un approccio sistemico e partendo dall’analisi dell’assetto territoriale del sistema, individua gli obiettivi e le strategie da perseguire, perimetra le aree portuali e di interazione porto-città, e fornisce indirizzi per la redazione dei successivi Piani Regolatori Portuali (PRP) dei singoli scali.
Cosa si intende per aree portuali, retroportuali e aree di interazione città-porto?
La normativa distingue tra:
- aree portuali: sono le aree operative dove si svolgono le attività portuali in senso stretto, come le operazioni di carico e scarico, la logistica, ecc. I PRP hanno la funzione di normare queste aree;
- aree retroportuali
- aree di interazione città-porto: sono aree a prevalente carattere urbano, che presentano una forte connessione funzionale e territoriale con il contesto cittadino circostante. La pianificazione di queste aree è demandata ai Comuni competenti.
- Nel DPSS dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Occidentale sono state individuate inoltre alcune aree portuali o aree di interazione città-porto interessate da processi di co-pianificazione.
Cosa sono le aree di co-pianificazione?
Le aree di co-pianificazione sono aree urbane o portuali individuate nel DPSS che, per le loro caratteristiche e posizionamento, richiedono una particolare attenzione e un processo di pianificazione condiviso tra l’Autorità di Sistema Portuale e i comuni interessati. L’obiettivo è definire interventi a livello pianificatorio che tengano conto delle esigenze sia del porto che della città.
IL PIANO REGOLATORE PORTUALE
Cos’è il Piano Regolatore Portuale (PRP)?
Il Piano Regolatore Portuale (PRP) è lo strumento di pianificazione del singolo porto che fa parte del sistema. Esso definisce e disciplina l’assetto complessivo e le destinazioni funzionali delle aree portuali, tra cui, a titolo di esempio, le attività commerciali di movimentazione delle merci, quelle crocieristiche, industriali, il diporto, etc. Il PRP, ispirandosi agli indirizzi del DPSS e al piano strategico nazionale, delinea le grandi opere infrastrutturali e stabilisce le regole per l’utilizzo e la trasformazione delle aree portuali.
Qual è l’iter autorizzativo per l’approvazione di un nuovo PRP?
- Redazione degli schemi PRP di scalo e dei rapporti ambientali preliminari
- Pre-adozione del Comitato di gestione
- VAS prima fase – consultazione dei soggetti competenti in materia ambientale (45 gg)
- Adozione dei PRP e dei Rapporti ambientali da parte del Comitato di gestione
- Acquisizione di quattro pareri: Comuni e Regione (45 gg), Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (90 gg)
- VAS seconda fase – pubblicazione dei PRP e dei rapporti ambientali (45 gg)
- VAS terza fase – pronunciamento conclusivo (45 gg)
- Approvazione dei PRP da parte del Comitato di gestione (40 gg)
Per approfondire: Iter progettuale
Quali sono gli obiettivi di un Piano Regolatore Portuale (PRP)?
Il PRP delinea le scelte strategiche di assetto e di sviluppo complessivo spaziale e funzionale delle aree portuali, definendone l’ambito e individuandone le condizioni di sostenibilità ambientale nonché quelle per preservare l’identità culturale dei luoghi. Esso precisa gli assetti delle opere marittime ed infrastrutturali, i regimi d’uso e di trasformabilità delle aree portuali, gli strumenti e le fasi attuative, in una visione organizzativa e funzionale unitaria, finalizzata all’efficiente svolgimento delle attività al fine di assicurare la competitività dei porti, la valorizzazione dei contesti urbani e ambientali, l’integrazione con le reti di trasporto del territorio.
Per approfondire: Principi ispiratori
Cosa sono gli scenari di Piano e a cosa servono?
Gli scenari di Piano rappresentano diverse ipotesi di sviluppo futuro del porto che vengono elaborate attraverso l’analisi e l’approfondimento di parametri quantitativi (come volumi di traffico, numero di navi attese, occupazione delle banchine) e di elementi di contesto (economici, trasportistici, ambientali, urbanistici). Gli scenari hanno lo scopo di valutare diverse alternative di sviluppo, stimando gli impatti e identificando le soluzioni più efficaci e sostenibili.
Per approfondire: Scenari futuri
Come vengono considerati gli impatti ambientali nel processo di pianificazione portuale (PRP)?
La considerazione degli impatti ambientali è parte integrante del processo di redazione e approvazione del Piano Regolatore Portuale (PRP) che avviene principalmente attraverso la Valutazione Ambientale Strategica che contempla l’analisi del contesto ambientale, la definizione degli obiettivi di sostenibilità ambientale, la valutazione degli effetti ambientali e l’individuazione di misure di mitigazione e monitoraggio. Inoltre, la procedura di VAS prevede la consultazione delle autorità competenti in materia ambientale e del pubblico interessato, al fine di raccogliere osservazioni e contributi.
In cosa consiste la Valutazione Ambientale Strategica?
La VAS consiste in un processo di valutazione ambientale di rilevanza statale che accompagna la preparazione e l’adozione del PRP. Il suo obiettivo primario è integrare le considerazioni ambientali nel processo decisionale del Piano, assicurando che le scelte di pianificazione contribuiscano a uno sviluppo portuale sostenibile e compatibile con la tutela dell’ambiente, dei servizi di trasporto, della mobilità e delle aree urbane e territoriali di riferimento. La VAS mira a prevenire e ridurre al minimo gli impatti negativi sull’ambiente derivanti dall’attuazione del PRP, promuovendo alternative di sviluppo più sostenibili e definendo le misure per il monitoraggio di tali impatti, al fine di verificarne l’efficacia e adottare eventuali azioni correttive.
Cos’è il Documento di Pianificazione Energetica Ambientale del Sistema Portuale (DEASP)?
Il DEASP è un documento che definisce le strategie energetico-ambientali del sistema portuale rispondendo alle esigenze attuali e future e che si pone come obiettivo principale quello di perseguire adeguati obiettivi di sostenibilità, con particolare attenzione alla riduzione delle emissioni di CO2 e di massimizzare il rapporto tra costi e benefici per la collettività. Contiene infatti interventi per migliorare l’efficienza energetica e promuovere l’uso di energie rinnovabili.
Per approfondire: DEASP sul sito dell’Autorità di Sistema Portuale
Se non hai trovato sul sito le informazioni che cercavi, scrivi a: prp@portsofgenoa.com