IL PIANO REGOLATORE DI SAVONA-VADO
L’evoluzione del porto
Il Porto di Savona-Vado Ligure si dispone su un arco costiero che interessa 4 comuni che hanno un affaccio sul mare (Bergeggi, Vado Ligure, Savona e Albissola Marina) e 2 comuni interni (Quiliano e Albissola Superiore) e si compone principalmente degli scali portuali di Savona e Vado Ligure, entrambi caratterizzati da un proprio distinto percorso evolutivo.
Mentre lo sviluppo del Porto di Savona ha seguito di pari passo la crescita della città, con le sue prime attività concentrate nelle aree più vicine al cuore urbano, il Porto di Vado Ligure ha avuto uno sviluppo più recente, a partire dagli anni ’60, in una posizione decentrata rispetto al tessuto cittadino e adiacente a vaste aree retrostanti progressivamente abbandonate dall’industria.
Il Porto di Savona si è distinto per una vocazione diversificata, accogliendo diversi traffici, come quello Ro-Ro (Roll-on/Roll-off, con i veicoli su ruote che salgono e scendono direttamente dal ponte della nave) e di rinfuse (merci non confezionate, solide o liquide) e con un’alta concentrazione di traffici rispetto all’ampiezza delle aree portuali; invece, il Porto di Vado Ligure si è specializzato inizialmente nel commercio della frutta e nei traffici Ro-Pax (traghetti che movimentano sia merci che passeggeri), con impianti per lo sbarco di prodotti energetici (petroliferi, carburanti, oli minerali, etc.) destinati alle industrie costiere e alle raffinerie dell’entroterra.
A partire dagli anni ’90, il Porto di Savona ha visto un processo di riorganizzazione degli spazi, che ha concentrato progressivamente le attività mercantili nella parte dello scalo più a sud, attorno alla Darsena Alti Fondali, poiché in grado di ospitare navi di maggiori dimensioni grazie ai pescaggi elevati. Contestualmente, le banchine più antiche e vicine al centro città sono state riconvertite per attività turistiche, crocieristiche e di nautica da diporto. Questo processo ha portato nel 2003 al progetto di rigenerazione urbana che ha visto la realizzazione del terminal crociere e il ridisegno del quartiere del Molo per ospitare una nuova area urbana destinata a turismo, servizi, commercio, abitazioni e hotel.
Parallelamente all’evoluzione di Savona, il Porto di Vado Ligure ha continuato la sua crescita, in particolare nel settore container: negli anni ’90 è stato completato il primo terminal container e, a partire dal 2000, sono stati realizzati interventi di rinnovamento ed ampliamento delle aree operative, tra cui il terminal ro-ro delle Calate Nord. L’evoluzione del terminal di Vado Ligure ha portato anche a una profonda riconversione del retroporto di Vado Ligure che, nell’ultimo decennio, è stato oggetto di una notevole evoluzione, passando da un’economia incentrata sui carburanti a partire da carbone e gas, a una prevalentemente logistico-portuale.
Tuttavia, lo sviluppo più significativo per Vado Ligure è rappresentato dalla realizzazione della nuova Piattaforma Multipurpose, opera strategica inclusa nel Programma Infrastrutture Strategiche nazionale che consiste in un terminal container deep-sea, un’infrastruttura attrezzata per accogliere le navi portacontainer oceaniche di grandi dimensioni, che operano sulle rotte intercontinentali, operativo dal 2019.
Il PRP vigente
Un momento fondamentale per la pianificazione dello sviluppo del porto è stata l’approvazione del Piano Regolatore Portuale dei porti di Savona e Vado Ligure nel 2005 che ha definito gli elementi fondanti per la progettazione e la realizzazione di opere che caratterizzano l’assetto portuale e costiero del comprensorio. Gli obiettivi principali del vigente PRP possono essere sintetizzati in:
- potenziamento delle infrastrutture portuali grazie allo sviluppo di nuove infrastrutture per una razionalizzazione e crescita dell’operatività e implementazione dei collegamenti viari e ferroviari;
- valorizzazione della vocazione turistica mediante l’identificazione delle aree a vocazione specifica e delle attività ricreative legate al mare e al diporto;
- sviluppo di sinergie tra il porto e la città, migliorando la compatibilità tra le attività e valorizzando gli spazi di pregio.
Le principali attività del Porto
Il sistema portuale di Savona-Vado Ligure si caratterizza per una diversificazione delle attività che lo rendono un nodo logistico di rilievo.
Tra le principali funzioni operative si annoverano:
- commerciale e logistica: movimentazione, stoccaggio e deposito di container, rinfuse solide e liquide e merci varie;
- servizio ai passeggeri (traghetti e crociere);
- cantieristica di diporto e cantieristica minore;
- petrolifera ed energetica: sbarco e imbarco di prodotti energetici/rinfuse petrolifere;
- turistico-ricreative e balneari;
- nautica da diporto e peschereccia.
Gli interventi realizzati e programmati
Lo scalo portuale di Savona-Vado Ligure ha visto recenti e significativi interventi volti a potenziarne l’operatività e l’intermodalità, lavori di riordino e ammodernamento, la riqualificazione di aree per la pesca professionale e la nautica. Per il Porto di Savona è possibile ricordare il dragaggio del fondale per aumentare la sicurezza delle manovre di accesso delle navi da crociera al fine di raggiungere la quota di 10 metri, l’elettrificazione del terminal crociere e la realizzazione di una Smart-Grid abbinata ad un sistema di produzione e accumulo di energia da fotovoltaico. Il Porto di Vado Ligure ha visto interventi di potenziamento e miglioramento della viabilità urbana adiacente al nuovo Port Gate, la realizzazione di una nuova diga foranea per proteggere il bacino portuale e migliorare l’accessibilità marittima, una serie di interventi strutturali destinati alla difesa della costa di Vado Ligure dai fenomeni erosivi e lavori di ripristino e ristrutturazione del Pontile Bricchetto.
Per il futuro, sono in programma ulteriori sviluppi infrastrutturali, interventi per migliorare l’accessibilità stradale e ferroviaria e la sostenibilità ambientale, in particolare attraverso il potenziamento del trasporto su ferro grazie a una serie di interventi, anche in collaborazione con RFI, che permettono di ampliare, efficientare e automatizzare il parco ferroviario a disposizione dei terminal migliorando l’instradamento delle merci sulla rete di trasporto nazionale.