MIGLIORE ACCESSIBILITÀ

Il sistema del Mar Ligure Occidentale è al centro di un programma di interventi volto a potenziare la sua accessibilità multimodale e a rafforzare la sua competitività a livello europeo, al fine di creare un sistema integrato ed efficiente. Tale sistema deve rispondere alle nuove e diverse esigenze del traffico marittimo e terrestre in continuo cambiamento, promuovendo al contempo la sostenibilità ambientale e un migliore rapporto con il tessuto urbano.

Per quanto concerne l’accessibilità marittima, entrambi gli scali stanno intraprendendo azioni mirate a ospitare in sicurezza ed efficienza navi di dimensioni sempre maggiori, in linea con le tendenze evolutive del trasporto marittimo, e ad accogliere i crescenti flussi marittimi. Nel porto di Genova, la nuova diga foranea assume un ruolo fondamentale per accogliere in sicurezza le navi di ultima generazione, con particolare riferimento alle portacontainer e alle crociere. Nel porto di Savona-Vado, dove la piastra multifunzionale di Vado Ligure offre già fondali profondi per grandi navi portacontainer, è in corso il prolungamento della diga foranea di Vado Ligure, opera che punta a consolidare lo scalo come hub per il traffico containerizzato di grandi dimensioni.

Il miglioramento dell’accessibilità stradale e il decongestionamento delle aree portuali e retroportuali sono perseguiti attraverso una serie di misure complementari volte a separare i flussi di mezzi pesanti diretti al porto dal traffico urbano, a organizzare i varchi/gate efficienti e a creare aree di sosta/buffer interne o esterne ai porti. Queste ultime rappresentano un elemento chiave per la gestione dei flussi di traffico in prossimità dei porti, con un ruolo diretto nel decongestionamento e nell’ottimizzazione delle operazioni di carico/scarico.

Tra i principali interventi si citano:

  • il sistema di accessibilità a Sampierdarena che include la nuova sopraelevata portuale, i varchi di San Benigno, Cornigliano e il nuovo varco Etiopia in quota, che ridisegnano il sistema viario di accesso ai terminal portuali mettendoli in connessione diretta con le due principali autostrade di collegamento verso la Lombardia (A7) e il Piemonte (A26) attraverso i caselli di Genova Aeroporto e Genova Ovest;
  • la nuova accessibilità diretta all’autostrada del terminal portuale di Prà, tramite la realizzazione del nuovo viadotto di collegamento con il casello autostradale di Prà/Voltri;
  • l’implementazione di sistemi informatici per ottimizzare i flussi veicolari.

Si tratta di progetti chiave in termini infrastrutturali per il territorio di Genova, volti anche a separare il traffico pesante diretto in porto da quello cittadino e rendere più fluidi i transiti in ambito portuale.

Anche per Savona-Vado sono previsti interventi per fluidificare il traffico in entrata e in uscita dalle aree portuali.

Per quanto riguarda Savona, una criticità storica è rappresentata dal collegamento tra l’area portuale e la rete autostradale che ha forti impatti sulla rete urbana. Malgrado sia in corso la realizzazione del collegamento stradale detto “Aurelia Bis” per offrire un’alternativa alla SS.1 Aurelia, si evidenzia la necessità di individuare una soluzione integrativa per garantire un accesso autonomo ed efficace al porto. A Vado Ligure sono stati completati nel corso del 2024 interventi per migliorare la separazione del traffico diretto ai terminal portuali dalla viabilità urbana. Mentre i progetti per la realizzazione del nuovo casello autostradale di Bossarino e delle opere di collegamento alla piattaforma multipurpose di Vado Ligure stanno proseguendo l’iter autorizzativo.

 

Quali prospettive?

Il trasferimento modale verso il trasporto ferroviario è un elemento centrale della strategia di miglioramento dell’accessibilità per entrambi i porti, in linea con gli obiettivi europei di sostenibilità ambientale e decongestione della rete stradale, i quali prevedono il potenziamento degli impianti ferroviari portuali e di ultimo miglio. Gli obiettivi europei puntano al raddoppio del traffico ferroviario alta velocità/alta capacità entro il 2030 e la triplicazione entro il 2050 e un aumento del 50% del traffico merci su rotaia entro il 2030 e il raddoppio nel 2050.

In questa direzione si possono citare, a Savona, il potenziamento dello scalo merci del Parco Doria e Vado Ligure, l’efficientamento e automazione del parco ferroviario a servizio dei terminal portuali per rendere più funzionali e sicure le operazioni di trasbordo e la gestione dei treni merci.

Parallelamente, nel porto di Genova, viene portato avanti un complesso di interventi, anche in collaborazione con RFI, per potenziare sia le infrastrutture di ultimo miglio, all’interno dei confini propriamente portuali, che i collegamenti diretti con i retroporti e le reti transeuropee per aumentare la capacità di movimentazione delle merci su ferro, favorendo l’intermodalità dei sistemi di trasporto. Tra gli interventi più strategici, nel bacino di Sampierdarena si è concluso il potenziamento del parco Rugna con 9 binari a servizio dei terminal contenitori e prodotti energetici del compendio Sanità-Bettolo; proseguono invece i lavori per aumentare la capacità della stazione Fuorimuro e rafforzare le linee di abduzione dai terminal al Campasso e al Terzo Valico. Anche nel bacino di Genova Prà è previsto il completamento dell’intervento di ampliamento del parco ferroviario di Voltri Mare. In questo contesto, il Terzo Valico ferroviario, parte integrante del Corridoio Reno-Alpi, e la linea ferroviaria Torino-Lione assumono un’importanza strategica, in quanto sono destinati a potenziare i collegamenti transfrontalieri merci e passeggeri con l’hinterland e con il centro Europa, offrendo una valida alternativa al trasporto su gomma.