VALORE PER IL TERRITORIO

Il primo punto riguarda la conferma e valorizzazione del ruolo sociale del porto.

I porti di Genova e Savona-Vado Ligure sono infrastrutture strategiche di primaria importanza per il tessuto socioeconomico non solo della Liguria, ma dell’intero Paese. La loro influenza si estende ben oltre la funzione di transito merci e passeggeri, delineandosi come un complesso e articolato sistema economico-produttivo che irradia significative opportunità occupazionali, alimenta una diversificata gamma di settori economici e contribuisce in modo sostanziale al benessere delle comunità territoriali circostanti.

Le azioni volte al potenziamento della competitività del sistema e alla sostenibilità delle attività portuali possono riflettersi su un potenziamento delle componenti economiche ed occupazionali del sistema, ponendosi come motore di sviluppo economico e sociale, nel rispetto degli equilibri del territorio.

La crescita delle attività industriali ad alto valore aggiunto, il consolidamento del turismo crocieristico, la qualificazione della forza lavoro e l’insediamento di nuove funzioni logistiche non solo incrementano la competitività complessiva e l’attrattività dell’area, ma generano nuove opportunità di investimento, stimolano l’indotto locale e contribuiscono al miglioramento della qualità della vita in sinergia con le azioni di rigenerazione urbana e portuale integrata, valorizzando la coesistenza armonica tra spazio cittadino e operatività portuale.

Conosci il valore socioeconomico del Sistema Portuale?

Le attività intrinsecamente legate alle operazioni portuali rappresentano un fondamentale bacino di impiego diretto; a questo nucleo primario, si affianca un indotto di notevole entità, generato dalle imprese che forniscono beni e servizi specializzati al settore portuale (trasporti terrestri, logistica avanzata, riparazioni navali, servizi di natura amministrativa e informatica, ecc.). Inoltre, l’operatività dei porti innesca l’attivazione di filiere con una serie di effetti indiretti e indotti sull’economia a livello locale, regionale e nazionale, stimolando la produzione e l’occupazione in molteplici altri settori attraverso le intricate dinamiche degli scambi intersettoriali.

I principali elementi emersi relativamente alle ricadute delle attività portuali sul territorio, secondo uno studio specialistico condotto per gli scali di Genova e Savona, sono:

Occupazione:

  • effetti diretti filiera portuale città metropolitana di Genova: circa 28.900 addetti;
  • effetti indotti filiera portuale città metropolitana di Genova: circa 48.300 unità di lavoro;
  • effetti diretti filiera portuale provincia di Savona: circa 2.300 addetti;
  • effetti indotti filiera portuale provincia di Savona: circa 2.700 unità di lavoro.

Economia:

  • effetti diretti filiera portuale città metropolitana di Genova: fatturato di € 6,8 miliardi e un valore aggiunto di € 2,4 miliardi;
  • effetti diretti filiera portuale provincia di Savona: fatturato di € 435 milioni e un valore aggiunto di € 165 milioni.

Gli effetti diretti includono gli effetti delle attività connesse strettamente con il porto e che sarebbero assenti senza di esso.

Gli effetti indiretti includono gli effetti economici di tutte le attività coinvolte nella catena di fornitura, tra cui anche l’acquisto di beni e servizi rivolti ad altri settori, ma collegati alla supply chain portuale.

Gli effetti indotti includono gli effetti economici generati dal circuito reddito-consumi resi possibili dai precedenti due impatti.

Quali prospettive future?

Gli interventi previsti nei PRP e nei programmi triennali e straordinari delle opere, come lo sviluppo delle infrastrutture portuali, la valorizzazione di attività che producono valore aggiunto, come l’industria e la logistica, le azioni volte alla transizione energetica, la riqualificazione delle aree portuali esistenti e il potenziamento delle infrastrutture stradali e ferroviarie, sono concepiti con l’obiettivo primario di accrescere la competitività, la sostenibilità e l’accessibilità degli scali, così come di generare nuove opportunità e posti di lavoro nel settore marittimo-portuale e nei servizi.

Le nuove sfide connesse ai cambiamenti in corso, dalla transizione ecologica, alla digitalizzazione dei processi e all’automazione genereranno la necessità di avere nuove figure professionali, in grado di saper gestire questo tipo di attività.

Infine, l’evoluzione del modello di “sistema porto-città” potrà creare una coesistenza più integrata con benefici reciproci in termini economici, occupazionali e culturali. Infatti, la riqualificazione di aree portuali, di margine e del waterfront può favorire nuove opportunità di lavoro legate al turismo, al tempo libero e ai servizi, rafforzando ulteriormente il valore socioeconomico dei porti.